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racconto Un bene di valore

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Detto proverbio racconto popolare

"Un bene di ... valore!"



In un tempo remoto c’era un padre di famiglia che aveva tre figli e un giorno, chiamandoli a sé chiese loro quale fosse il termine di paragone per esprimere il bene che provavano nei suoi confronti. I ragazzi, inizialmente titubanti per l’insolita richiesta del padre, ci pensarono e ognuno di loro a turno diede la propria risposta. Il primo, guardando il padre negli occhi, esclamò:<<Padre, io ti voglio un bene prezioso come l’oro!>> e il padre ne fu lusingato e felice. Chiamò allora a sé il secondo che esclamò:<<Padre io ti voglio un bene raro come il diamante!>> e il padre, ancor più soddisfatto, lo mandò a sedere. Giunse il turno del terzo che, avvicinandosi all’uomo, disse:<<Padre, io ti voglio bene come un rinale!>>. Il padre, offeso dal paragone che aveva osato fare il figlio con un oggetto così di basso valore come l’orinatoio, lo rimproverò e gli ordinò di allontanarsi immediatamente da casa. Il ragazzo, obbedendo suo malgrado all’autorità paterna, si allontanò e, mentre vagava per strada disperato e in preda allo sconforto, incontrò una vecchia maga che, appreso il motivo delle lacrime del giovane, decise di aiutarlo. Costei, infatti, rivolgendosi al ragazzo, disse:<< Tuo padre si è offeso perché hai paragonato il bene che provi per lui a un orinatoio, ma col mio aiuto gli dimostreremo il valore di tale paragone!>>. Detto ciò, la maga fece recapitare al padre del giovine un invito per un importante galà presso un antico castello. Ivi giunto, l’ingrato padre iniziò a girare per le vuote stanze del castello, osservando arredi d’oro, suppellettili di argento e arazzi di inestimabile valore, quando, ad un tratto, sempre per artifizio della maga, avvertì un fortissimo mal di pancia. Spinto dall’urgenza di defecare, cercava disperatamente, tra quelle stanze piene di oro, argento e diamanti, un umile orinatoio, ma la ricerca fu vana ed, inesorabilmente, se la fece addosso. A questo punto, apparve la maga che, con tono severo, gli esclamò:<<Hai osato cacciare di casa tuo figlio perché hai ritenuto che il paragone da lui fatto fosse indegno per esprimere il suo bene, ma io ti ho dimostrato che lui, dei tre figli tuoi, ha espresso il paragone più efficace con l’unico oggetto di cui hai avuto realmente bisogno in un momento di necessità e non di oro e argenti!>>. Il padre, appresa la lezione, richiamò il figlio e lo riaccolse felice a casa.
Morale del racconto: il valore delle cose risiede nell’ importanza che noi gli attribuiamo nella nostra vita .


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